OS2023 - Abstract

Introduzione

I relatori di OrvietoScienza 2023 hanno predisposto degli abstract degli interventi in programma. Pensiamo di fare cosa utile mettendoli a disposizione degli studenti, come ausilio per preparare la loro partecipazione all'evento. 

Giorgio Vallortigara: “Alieni tra noi”

Giorgio Vallortigara è Professore di neuroscienze e direttore dell’Animal Cognition and Neuroscience Laboratory (Laboratorio di cognizione animale e neuroscienze) del Cimec, centro interdipartimentale Mente e cervello dell’Università di Trento.

Si è particolarmente interessato alla cognizione numerica e alla predisposizione biologica al riconoscimento di agenti animati in vari modelli animali. In questi campi ha dato contributi originali e innovativi di grande rilevanza internazionale. Inoltre, ha trasferito i risultati delle sue raffinate ricerche sperimentali ad una divulgazione di alto profilo".

Le nostre concezioni intuitive sulle relazioni tra capacità mentali e caratteristiche del cervello sono ricche di pregiudizi e fraintendimenti, diffusi nella comunicazione mediatica. Discuterò alcuni di questi fraintendimenti, come quello che le uccelli abbiano cervelli piccoli - in realtà il volume e il peso ridotto dei cervelli degli uccelli, associato alle esigenze del volo, è accompagnato da una densità di impaccamento delle cellule nervose che è doppia rispetto ai primati non umani. Al contrario, il famoso grande volume del cervello di mammiferi come i delfini potrebbe non avere nulla a che fare con le capacità cognitive di questi animali, poiché la densità di neuroni in questi grandi cervelli è abbastanza modesta e probabilmente associata all'aumento delle cellule gliali per scopi di termoregolazione.

Bibliografia:

Pensieri della mosca con la testa storta, ed. Adelphi, 2021
Cervelli divisi. L'evoluzione della mente asimmetrica, con Lesley J. Rogers, Richard J. Andrew, ed. Mondadori, 2016
La mente che scodinzola. Storie di animali e cervelli, ed. Mondadori, Milano, 2011
Nati per credere, con V. Girotto e T. Pievani, ed. Codice, Torino, 2008

Alessandro Minelli: Evo-Devo: Strade possibili, probabili e improbabili nel cammino dell’evoluzione

Alessandro Minelli è professore ordinario emerito di zoologia all'Università di Padova. Si occupa da anni della la biologia evolutiva dello sviluppo (evo-devo). Quanto alla sistematica, ne ha seguito i moderni sviluppi anche sul piano molecolare e ne ha affrontato criticamente i concetti fondamentali ed i metodi operativi. Nel campo della biologia evoluzionistica dello sviluppo, ha lavorato sia sul piano sperimentale (inclusi gli aspetti molecolari) che su quello teorico e modellistico.

Si chiedeva Goethe: il toro ha le corna per combattere o combatte perché ha corna? Vale a dire: che cosa viene prima, la forma o la funzione? Oggi la biologia evoluzionistica dello sviluppo suggerisce che per comprendere le forme viventi non basta considerare il vantaggio che esse offrono. Occorre stabilire, innanzitutto, che cosa è possibile costruire, e cosa non lo è; che cosa è facile realizzare, e che cosa è così difficile da risultare improbabile. Un collo lungo come quello della giraffa può ben essere vantaggioso, per arrivare a procurarsi il cibo, ma un collo così lungo bisogna riuscire a costruirlo: a sostenerlo ci saranno molte vertebre corte, come nel nostro collo, o poche vertebre lunghissime? Il risultato forse sarebbe pressappoco lo stesso, ma l’evoluzione di fatto ha imboccato una strada ben precisa, vincolata dai meccanismi dello sviluppo.

Bibliografia:

Forme del divenire - Evo-devo: la biologia evoluzionistica dello sviluppo, Biblioteca Einaudi

Barbara Negri:  Ricerca degli esopianeti in Italia

Barbara Negri è Dirigente Tecnologo dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dove è responsabile del Volo Umano e Sperimentazione Scientifica. Ha svolto attività tecnico/scientifiche per la realizzazione di Satelliti e Payload Scientifici, R&D per Tecnologie, Ground Stations e lancio di palloni stratosferici. Ha svolto il ruolo di Program Manager per importanti programmi nazionali ed internazionali di Scienza e Tecnologia. Dal 2018 è il responsabile della Delegazione Italiana al ESA Science Programme Committee e il “focal point” ASI per la collaborazione con la NASA nelle missioni scientifiche di Esplorazione del Sistema Solare e di Astrofisica.

Le missioni spaziali stanno cercando possibili pianeti "Earth-like" al di fuori del nostro Sistema Solare, che abbiano le caratteristiche giuste dal punto di vista di una possibile abitabilità umana.
L’Italia ha un grande coinvolgimento sia scientifico che industriale nelle missioni spaziali europee per la ricerca di esopianeti, CHEOPS, PLATO e ARIEL.
Lo studio degli esopianeti potrà darci importanti informazioni anche sull’origine e sul futuro del nostro Sistema Solare.

Fernando Pedichini: A caccia di EsoPianeti (il Safari scientifico del futuro)

Fernando Pedichini è Senior Researcher presso INAF e si e' da sempre impegnato nello sviluppo della strumentazione ottica di piano focale per i grandi telescopi maturando un importante know how nell'utilizzo di sensori ad elevata efficienza e basso rumore. E'stato il responsabile della progettazione e realizzazione dei sensori CCD delle due camere di primo fuoco del telescopio LBT in Arizona ed attualmente e' il Principal Investigator dei progetti SHARK-VIS ed ELVIS. Questi due ultimi sono la sinergia tra un imager veloce ad alto contrasto ed uno spettroscopio che grazie alle ottiche adattive di LBT saranno utilizzati, dal prossimo anno, per la scoperta e studio di Esopianeti in luce visibile tramite imaging diretto.

Il FOCUS sarà sulle metodologie usate oggi in Astrofisica per scoprire e possibilmente caratterizzare gli Esopianeti dopo una breve descrizione di un sistema orbitante a due corpi( Stella - Pianeta) aiutandomi con una semplice dimostrazione grazie a due volontari della platea. Descrivo poi come appare una stella al telescopio e come ne caratterizziamo la sua fisica (fotometria e spettroscopia). Spiego poi il fenomeno dei transiti (il più usato perché richiede strumentazione dal costo limitato) e che permette di calcolare il periodo orbitale e il diametro di un Esopianeta. Poi lo shift Doppler delle righe spettroscopiche che permette invece di aggiungere al nostro Esopianeta la sua velocità Orbitale e quindi una definizione della orbita. Il restante tempo della presentazione (60%) viene dedicato invece a spiegare come si possano fare addirittura le immagini di un Esopianeta (la parte più difficile ma in cui sono molto esperto...) e concludo con il video del sistema HR 8799 un vero spettacolo! e poi magari avrò una sorpresa...

Beatrice Cobucci-Ponzano: Che cos’è l’astrobiologia?

Beatrice Cobucci-Ponzano, Senior Researcher presso Consiglio Nazionale delle Ricerche

L’astrobiologia è una scienza multidisciplinare che studia l’origine, l’evoluzione e la distribuzione delle forme di vita nell’universo. Tuttavia, la ricerca di tracce di vita nell’universo non ha, al momento, prodotto risultati; pertanto la Terra è l’unico laboratorio naturale per studiare la vita, comprenderne l’origine ed i meccanismi di evoluzione ed adattamento. Lo scenario prevalente dell’ambiente terrestre primordiale è quello caratterizzato da un ambiente caldo, dovuto ai frequenti bombardamenti di meteoriti e un’intensa attività vulcanica. Gli ambienti idrotermali terrestri, caratterizzati da T>70°C e pH estremi, sono riconosciuti come analoghi della Terra primordiali, di una fase intermedia dell’esistenza di Marte e dei fondi degli oceani che attualmente coprono Europa ed Encelado sulla cui superfice sono presenti emissioni idrotermali. L’isolamento di microrganismi in grado di vivere soltanto a temperature maggiori di 80°C e pH estremi in ambienti idrotermali terrestri ha ampliato per sempre i limiti riconosciuti per definire un ambiente abitabile. Questi microorganismi definiti estremofili perché in grado di crescere solo a T e pH impossibili per la vita dell’uomo, sono di grande interesse in ambito astrobiologico in quanto forme analoghe possono essere, o essere state, presenti in altri corpi celesti dell’universo.

John Robert Brucato: Esiste la vita altrove? Come pensiamo di trovarla?

John Brucato è primo ricercatore a capo del Laboratorio di Astrobiologia presso l'Osservatorio Astrofisico di Arcetri, INAF, e insegna Astrobiologia all'Università di Firenze. È stato Presidente della Società Italiana di Astrobiologia. La sua attività si concentra sui processi che hanno portato alla formazione e all'evoluzione della materia organica nello spazio come meccanismo fondamentale che ha portato all'origine della vita sulla Terra e possibilmente su altri corpi planetari.

Esiste vita nello spazio? Lo studio della nascita della vita sulla Terra e la ricerca di forme di vita extraterrestre sono argomenti che, oltre ad esercitare un grande fascino sul pubblico, rappresentano un nuovo indirizzo che la scienza ha intrapreso da diversi anni. Oggi si pensa che l’origine della vita sulla Terra sia strettamente legata sia alla formazione ed evoluzione del nostro pianeta che dell’intero sistema solare. È possibile, quindi, che le condizioni favorevoli alla nascita della vita siano apparse anche in altri corpi del sistema solare o in pianeti extrasolari. Cercare segni di vita oltre i confini terrestri oggi è diventato un obiettivo importante dell’esplorazione spaziale che, per condurre questa ricerca, ha bisogno di conoscenze e competenze appartenenti ad ambiti culturali diversi come la biologia, la chimica, l’astrofisica e la geologia.
Oggi conosciamo molto della vita sul nostro pianeta e sappiamo come nel corso delle ere geologiche abbia assunto diversi gradi di complessità. Ma siamo in grado riconoscere le impronte che la vita può aver lasciato nel su altri pianeti?
L’obiettivo di questa nuova, straordinaria avventura dell’umanità, è cercare mondi abitabili, cioè con caratteristiche che possano permettere una vita paragonabile, almeno biochimicamente, a quella terrestre. I candidati già si conoscono, ma le informazioni che oggi riusciamo ad avere su di essi sono ancora troppo vaghe. L’esplorazione spaziale ha, quindi, l’obbiettivo principale di trovare i segni che forme di vita presente o passata possono aver lasciato nello spazio.  In questo intervento si parlerà delle recenti missioni spaziali, le tecniche con le quali poter trovare la vita nello spazio e quali sono le implicazioni culturali e sociali che una scoperta così rivoluzionaria porterà.

Amedeo Balbi: Dove sono tutti quanti?

Amedeo Balbi è professore associato presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Si è occupato di astrofisica teorica e cosmologia, in particolare del problema della materia oscura e dell'energia oscura. Negli ultimi anni si è occupato soprattutto di astrobiologia e abitabilità planetaria.

Sappiamo che ogni stella della nostra galassia ha almeno un pianeta, e ci sono centinaia di miliardi di stelle solo nella nostra galassia, la maggior parte delle quali molto più vecchie della nostra. Ma allora perché non abbiamo nessuna evidenza che esista vita intelligente, dotata di tecnologia e in grado di far notare la propria presenza a distanza, come noi sappiamo fare da circa un secolo? Questa domanda è genericamente nota come "paradosso di Fermi” ed è un buon punto di partenza per una discussione su ciò che sappiamo (o meglio, non sappiamo) sulla vita nell’universo. 

Bibliografia:

Scrive per Le Scienze, La Stampa, la Repubblica, il manifesto, il Fatto Quotidiano, Wired, Micromega. Partecipa a trasmissioni di divulgazione scientifica in televisione e in radio. È youtuber.

Su un altro pianeta. C'è un futuro per l'umanità fuori dalla Terra? Rizzoli, 2022
L'ultimo orizzonte: Cosa sappiamo dell'universo. UTET, 2019 (Premio Asimov)
Dove sono tutti quanti? Un viaggio fra stelle e pianeti alla ricerca della vita. Rizzoli, 2016

Elena Gagliasso: Alieni dentro e fuori di noi - tracciare i confini

Elena Gagliasso Epistemologa, insegna in qualità di 'docente di alta qualificazione' Filosofia della scienza e Filosofia e scienze del vivente all'Università La Sapienza di Roma. Le sue ricerche e le sue pubblicazioni si concentrano sulla filosofia della mente, la filosofia della biologia, l'epistemologia e la metafisica. In particolare, è nota per il suo lavoro sulla teoria dell'evoluzione e la sua relazione con la filosofia della mente, nonché sulla relazione tra biologia e ontologia.

‘Alieno’: cosa ci dice una parola d’uso corrente? Cosa trascina in sè di denotazioni e insieme valori? ‘Alieno’ implica di far riferimento a un soggetto che ne è il contrario: l’io, il noi, coeso, uniforme, ben riconoscibile e identitario. 

E se questo fosse diventato un po’ meno possibile se si da retta all’attuale ricerca biologica? Dalla microbiologia è nata in circa vent’anni fa la simbiontologia. Una nuova area di ricerche, un nuovo microcosmo popolato da ‘alieni’ (? … coabitatori diversi? ospiti?) che vivono nei nostri corpi, nei nostri patrimoni genetici. 

Sarà destabilizzante sul ‘chi siamo’ - noi, rispetto a ciò che è alieno, altro-da-me- o ampliativo? Proviamo a vedere che effetti potrà produrre sui nostri modi di pensare conoscitivi -ed etici-incontrare l’altro dentro il sé. 

Bibliografia:

Ambienti e migrazioni umane. Una storia di ecosistemi, Franco Angeli , 2022
Percorsi evolutivi. Lezioni di filosofia della biologia,  Franco Angeli , 2016

Licia Troisi: Alieni: specchi per gli umani

Licia Troisi ha studiato astrofisica (ha anche un dottorato in astronomia e collabora con l'ASDC (Agenzia Spaziale Italiana)) e si è poi dedicata alla scrittura. Ha vinto numerosi premi per la sua scrittura, tra cui il Premio Italia nel 2006 e nel 2010.

L’umanità ha sempre immaginato di non essere sola nell’Universo; dai seleniti descritti da Luciano nella sua Storia Vera all’alieno tenero e innocente dell’ET di Spielberg, gli extraterrestri hanno sempre rappresentato l’altro, a volte a noi irriducibile, e volte fin troppo umano. Compiremo un viaggio nell’alieno immaginato, tra letteratura e cinema, approdando infine alla scienza: gli alieni esistono? E, se esistessero, come sarebbero?

Bibliografia:

Le sue tre trilogie sul "Mondo Emerso", tradotte in oltre dieci lingue, la fanno riconoscere come la regina incontrastata del fantasy italiano